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Qualche tempo fa l’amico Marco mi parlò di questo posto ed in effetti nel 2017 avevamo fatto un bel giro in zona, individuando anche cosette interessanti, ma l’insediamento vero e proprio non l’avevamo raggiunto, ci eravamo arresi davanti a grovigli di cespugli difficilmente attraversabili.

Ma il tarlo in testa mi era rimasto così che un giorno che ero a Vasanello con gli amici di Archeotuscia, terminato il sopralluogo con loro, mi sono diretto dalle parti del Fosso Del Tegolaro per tentare nuovamente di raggiungere queste grotte ma passando da un’altra parte.

Devo dire che non è stata una ‘passeggiata‘ … a quanto pare è un’area che nemmeno i cacciatori frequentano e scarseggiano pure i sentierini creati dagli animali selvatici, che spesso fanno comodo …

Ma alla fine le grotte mi si parano davanti, il che è una buona notizia.
La brutta notizia è che la scena è da Indiana Jones: sembra uno di quei posti nella jungla sepolti sotto piante, liane e rovi spinosi.

Dopo aver aperto l’ultimo passaggio sono finalmente nel piazzale antistante l’ingresso, è una sorta di cortile di 7×12 metri che fu ricavato tagliando in maniera netta e precisa il tufo.

Mi chiedo quanti anni sono dall’ultima volta che è venuto qualcuno.
Qui tutto è immobile e muto, anche il tempo sembra sospeso.

Gli ambienti sono due, l’ingresso di quello principale è notevole: quasi 3 metri di altezza !!!
Dentro c’è un unico stanzone di 7×9 metri, si fanno notare subito 2 grandi nicchie scavate sulla parete di fondo, in mezzo a queste due è tracciata nel tufo la sagoma di una terza nicchia che evidentemente non fu mai portata a termine.
Anche il soffitto è particolare: la volta a botte termina su ogni lato con una semi botte aggiuntiva, è una forma che non mi sembra di aver visto in altri ambienti rupestri, per quale motivo fu scavata proprio così ?

Il secondo ambiente, più piccolo, presenta una particolarità.
Durante lo scavo, infatti, fu intercettato un cunicolo che ora è visibile, in alto, sulle pareti destra e sinistra, cunicolo più antico quindi, che verosimilmente serviva per condurre altrove una vena d’acqua. Fu allora necessario scavare (e sono visibili) due piccole canalette per portare questa acqua fuori dalla grotta.

Altrettanto misteriosa è un’altra canaletta per l’acqua, a cielo aperto, ben visibile subito prima di arrivare agli ipogei, considerato che a pochi metri scorre il torrente ed essendo la canaletta rialzata rispetto ad esso, ci si chiede se poteva essere funzionale a qualche attività lavorativa.
Il bello è che al contrario del nome “Fosso Del Tegolaro” non sono visibili in giro evidenze che questo fosse un punto di produzione (e cottura) di tegole e mattoni ma, come detto, la folta vegetazione nasconde tutto per cui sarebbe necessario controllare meglio nei dintorni.

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