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Nel territorio di Gallese (VT) si nasconde un luogo molto suggestivo: gli Ipogei di Loiano.

L’esistenza di questo posto mi fu segnalata da Marco, per cui un bel pomeriggio dell’Aprile 2014
andai in perlustrazione in zona. Poichè le informazioni che avevamo erano vaghe, decisi da subito di chiedere indicazioni a gente del posto che mi aiutò a capire grossomodo dove dirigermi.
Ci arrivai, per esclusione, dopo un’inutile perlustrazione di un noccioleto ☺ e dando fiducia a
quella che sembrava più una traccia che un sentiero…

Il luogo non è poi così remoto come collocazione ma si rivelò di fatto completamente nascosto dalla vegetazione.

Gli ambienti ipogei sono 3 grandi grotte artificiali ed il “mistero” che contengono è una numerosa serie di nicchie scavate lungo le pareti.

ipogei-loiano-gallese-mappa

Aggirandosi per gli ambienti l’atmosfera che si percepisce è abbastanza inquietante … non sono “solo grotte” come molte altre.
Mi sono chiesto più volte il perchè … in effetti queste nicchie ricordano dei loculi (ah ecco …) ed il buio aumenta la suggestione ma è il fatto che sono tutte in fila, una dopo l’altra, che trasmette (almeno a me) una sensazione di fatalità … come di un destino inevitabile.

  • Ma cosa sono esattamente ?

Tralasciando l’uso recente come stalla (che è evidente) ed i vari rimaneggiamenti ed ampliamenti
che le grotte hanno avuto nei secoli, ci si è chiesti se queste grosse nicchie possano aver avuto in un passato non recente o addirittura antico un uso sacro, rituale o di sepoltura.
Le nicchie infatti sono piuttosto grandi: larghe 1 metro circa ed alte 2 metri con andamento
arcuato sia della volta in alto che della parete di fondo.
La parete frontale di ogni nicchia è, in basso, parzialmente aperta e veniva (forse) chiusa tramite una tavola in legno che si andava ad infilare in due apposite scanalature, scorrendo quindi dall’alto verso il basso.
Questa caratteristica costruttiva è leggibile in tutte le nicchie anche in quelle che sono danneggiate e soprattutto in una che non è stata completata, quindi è lecito ipotizzare che siano state scavate così fin dall’inizio, piuttosto che riadattate successivamente.

  • Ipotesi

Una prima ipotesi è che le nicchie ospitassero sepolture ad incinerazione, ovvero grossi vasi contenenti le ceneri dei defunti. Al proposito c’è da segnalare che nell’ambiente più ad ovest sembrano esserci delle tombe ad arcosolio rimaneggiate successivamente.
Ma soprattutto vorrei segnalare una breve via cava o “tagliata” scavata nella roccia, oggi invasa e nascosta dalla vegetazione, che conduce proprio verso la zona degli ipogei.
Le vie cave, perlomeno in epoca etrusca, conducevano molto spesso ad una necropoli.
Come reminescenze etrusche potrebbero essere interpretati anche dei particolari simboli numerici che si notano ancora oggi sopra ad alcune nicchie.

ipogei-loiano-gallese-numeri-etruschi
Per completare il quadro, gli ingressi degli ipogei sono rivolti verso Sud e verso un corso d’acqua.

Un’altra, diversa ma ancora più suggestiva ipotesi è che le nicchie siano state usate come “colatoi” per dei corpi in decomposizione. Questa pratica, riservata ai nobili, era frequente in ambito monastico e diffusa nei secoli XVIII e XIX anche se potrebbe avere origini più antiche.
Veniva eseguita in luoghi detti “putridarium” e prevedeva che il corpo del defunto fosse posto in un luogo apposito (le nostre nicchie?) e lasciato a disgregarsi, colando appunto i liquidi verso il basso, fino alla completa estinzione delle carni.

gatto Difficoltà: GATTO (cosa vuol dire ?)

3 Comments

  1. molto interessanti grazie

  2. Alessandro Ponti

    Questo posto della Tuscia mi mancava, potresti aiutarmi, dandomi indicazioni sull’accesso, in quanto anche io su internet non ho trovato molto, anche coordinate o altro, ti ringrazio per le informazioni, saluti
    Alessandro

  3. Molto interessante e complimenti per le foto. Hai rappresentato perfettamente l atmosfera descritta. Voglio vederle!

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