Chiariamolo subito: il “Rozzo” in questione non è una persona dai modi poco eleganti bensì il nome di una località, oggi area naturalistica, che si trova a Carbognano (VT).
Il posto mi era stato segnalato dall’amico A.Carosi per via di alcune grotte con delle particolari nicchie.

Così un giorno che con Marco Scataglini eravamo da quella parti (anzi eravamo da tutt’altra parte ma ci andava lo stesso di farci un salto) abbiamo deciso di dare un’occhiata …
Nella zona, che è in pratica la valle del Rio Pianitorre, ci sono diverse cose da menzionare: per primo si incontra un tetro mulino diroccato, nelle cui vicinanze c’è un invaso per la raccolta delle acque.


Ma percorrendo tutta la vallata si può vedere l’antico bottino dell’acquedotto comunale ed un acquedotto più antico di epoca romana, varie sorgenti (anche con cunicoli artificiali) e numerosi insediamenti rupestri e grotte sparse in vari punti.

In particolare, nel punto segnalatomi, che si trova alla base di una collinetta, si localizza un complesso di grotte ed all’interno di quelle più grandi sono visibili delle grandi nicchie scavate nelle pareti.
Va notato che queste nicchie sono ricavate ad una discreta altezza dal suolo e alcune presentano una fessura che potrebbe aver ospitato un qualcosa che le chiudeva, ad esempio una tavola in legno.
Da questo punto di vista ricordano un po quanto visto agli Ipogei di Loiano.
Sullo scopo di queste nicche sono infinite le discussioni ma, perlomeno per queste che si trovano ben distanziate dal suolo, è da escludere l’utilizzo come celle per gli animali.
A lato delle grotte è presente un cunicolo ogivale profondo alcune decine di metri.
Va notato che in questo particolare punto si può giungere anche tramite una breve via cava che proviene dal pianoro sovrastante.

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