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Questa è in assoluto la cosa che mi piace più fare.
Scoprire un “nome” promettente su una mappa, individuare un percorso teorico, andare sul posto e raggiungere realmente la meta, possibilmente con qualche difficoltà e basandosi solo sulle proprie capacità.
Tra la teoria e la pratica c’è sempre differenza, in questo caso più ci sono “difficoltà” pratiche e più c’è garanzia che il luogo sia poco frequentato (e a noi piacciono i luoghi poco frequentati).

In un soleggiato giorno del Febbraio 2020 mi reco in zona: dopo aver lasciato prima la civiltà e poi le strade asfaltate bisogna percorrere qualche km lungo una carrareccia, ci riesco per un buon tratto ma dopo un bivio la strada diventa troppo dissestata e devo continuare a piedi.
In breve, dopo uno scollinamento, il paesaggio si apre e, a circa un km di distanza, intravedo il rudere della Torre, ma a separaci ci sono delle vallate: la via che mi porterà li non è lineare…

Proseguendo sulla carrareccia arrivo nel punto dove ci dovrebbe essere una stradina sulla destra, in effetti ne trovo una che corrisponde, la percorro brevemente, è ben visibile ma dopo poco gira verso sinistra e scende in basso…. mi si accende una “spia perchè so che la Torre è in posizione dominante (quindi non devo scendere) e la direzione non mi convince.
Lascio la stradina e proseguo invece verso destra seguendo un accenno di sentiero che entra in un boschetto, dopo un po’  il sentiero scompare…. ed anche il boschetto lascia il posto a cespugli ed arbusti piuttosto fitti che ostacolano un po’ il cammino.
Proseguendo il sentiero sembra ritornare, per brevi tratti, ma poi scompare di nuovo oppure si divide in varie direzioni, sono in realtà i percorsi che seguono gli animali che, però, raramente portano dove vogliamo noi.

Continuando ad avanzare, in alcuni punti piuttosto a fatica, dopo un po’ mi rendo conto che il terreno va sempre più in discesa, puntando verso il fondo valle.
Non va bene. Sono andato troppo avanti: devo aver superato il punto senza rendermene conto, torno quindi indietro di qualche decina di metri e guardando nella direzione dove deve essere il rudere, finalmente lo vedo, la vegetazione me lo aveva nascosto.
Lo raggiungo e noto che è tutto circondato da alberi e cespugli, senza segni di frequentazione.

La struttura è una torre mozza di circa 10 metri di lato e poco più di altezza, costruita in muratura di pietra calcarea, non presenta particolari rifiniture: è presente solo l’ingresso sulla parete Sud mentre uno squarcio sulla parete Nord fa pensare più ad un cedimento che ad una finestra.
Essendo crollata la parte superiore non sappiamo quanto poteva essere alta in origine.

All’interno c’è poco: oltre al materiale crollato si nota una nicchia di piccole dimensioni. Sicuramente ci doveva essere una scala in legno che portava sulla sommità.

Questa Torre serviva, evidentemente, a controllare visivamente le vallate circostanti. Si può ipotizzare che la struttura risalga al XV-XVI sec.
Personalmente faccio un po’ fatica a capire perchè fu costruita proprio qui, piuttosto sperduta e lontana da borghi e paesi e dominante vallate che non sembrano così strategiche in questo territorio.
Ma, si sa, il nostro modo di vedere le cose è ben diverso da quello di un tempo.

Dopo aver scattato qualche foto mi godo per un po’ il paesaggio e la solitudine del posto, ma il tramonto comincia ad avvicinarsi e quindi è ora d’intraprendere la strada del ritorno.
Arrivederci.

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