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Chiesetta rupestre della Madonna delle Rose presso Orvieto.

La leggenda narra che ci fu rinvenuto nel 1199 il corpo di Pietro Parenzo primo podestà di Orvieto, inviato in città da Papa Innocenzo III° per dirimere i moti orvietani tra Guelfi e Ghibellini.

Pietro arrivò a Orvieto nel mese di febbraio con l’appoggio dei cattolici della città e immediatamente istituì un regime rigoroso di controllo della situazione civile.

Tornò a Roma per consultarsi con papa Innocenzo, dopo averne ricevuto la benedizione e il sostegno, ritornò di nuovo ad Orvieto.

La notte del 20 maggio, i Catari, che avevano continuato a resistere alla sua autorità, sequestrarono Parenzo e lo portarlo nella campagna circostante quindi gli intimarono di porre fine alle rigide leggi che aveva messo in atto.

Parenzo si rifiutò e venne quindi picchiato e ucciso dagli eretici.

Luca Signorelli qualche secolo dopo raffigurò questo martire dentro il duomo di Orvieto, nella Cappella di San Brizio, da lui affrescata.

I resti di Pietro Parenzo sono conservati sempre in Duomo, sotto l’altare del SS. Corporale nella cappella omonima.

I pochi ruderi della Chiesetta della Madonna delle Rose si intravedono ancora, tra la vegetazione, risalendo l’antica strada delle “Piagge” che conduce ad Orvieto.

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