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Era da un po’ di tempo che con Gianni ci ragionavamo sopra, più in teoria che in pratica, su dove fosse questa “Grotta Del Diavolo” … del resto quando le info sono vaghe e contradditorie c’è da perderci tempo.
Con frasi del tipo: “Vai sempre dritto e la trovi” (?!?) , “Quando vedi una spaccatura tra le rocce” ,
Non la troverai mai” , “Ma veramente vuoi andare li ?!?” (che detta da un cinghialaro è tutto dire)

E’ così che un bel giorno torniamo in zona, focalizzati su questa cosa, ma poco convinti di aver
capito dove andare a mettere i piedi …
Un altissimo costone roccioso attrae la nostra attenzione ma vedere bene e capire è veramente difficile nella giungla di alberi, liane e massi così grandi che sembrano essere stati messi a posta per nascondere.

Da sotto ci sembra di intuire una possibile rientranza, ma non si vede bene, cerchiamo dove passare ma ci avviciniamo con fatica (ve la faccio breve) e non si capisce: potrebbe essere tutto o niente.

Ci avviciniamo ancora, aggirando i massi più grandi infilandoci in stretti passaggi.
Durante questi momenti capita di vedere cose bellissime, tipo un anfratto che rimane nel vuoto sotto a dei massi enormi che si sono incastrati uno sopra l’altro, ma sei talmente preso dall’obiettivo principale che dopo un rapido sguardo, passi oltre.

Arriviamo molto vicini al punto che ci attrae ma ancora non abbiamo nessuna certezza, è solo dopo aver aggirato l’ultima di una serie di enormi rocce precipitate, che nascondono l’ingresso, che finalmente ce la troviamo davanti: una grotta immensa !!

Siamo sbigottiti, ci strofiniamo gli occhi, entriamo… giriamo avanti e indietro come bambini in un negozio di giocattoli, osservando tutto e niente…

La grotta è veramente maestosa, le rocce immense mettono paura, per un attimo penso che se crollassero nessuno mai ci potrebbe ritrovare, ma poi passa …

Gianni inizia a fare foto, io sono indeciso: penso che non posso racchiudere una cosa così maestosa in una foto.

Giriamo ed osserviamo, fotografiamo, il pensiero fisso è alle tribù preistoriche che qui hanno
trovato riparo per millenni, chissà di quante generazioni questa è stata la casa, il rifugio, la camera da pranzo e da letto.

Veniamo via con la sensazione di aver ricevuto dalla natura, ancora una volta, un grande regalo.

One Comment

  1. Non sapevo dell’esistenza! Pensavo che fosse un altro nome di grotta nuova!

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