Roccaltia dei Monti Cimini | Senza Sentiero
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Roccaltia è uno dei rilievi minori dei Monti Cimini e come dice il nome lassù si trovava una piccola fortificazione (rocca, roccaforte: costruzione fortificata).

Raggiungere la cima è però impegnativo dato che non esiste (più) una stradina o un sentiero da seguire, quindi c’è poco da scegliere: si deve procedere ad intuito, tanto non si può sbagliare, la destinazione è il punto più in alto, a quota 712 mt.

La salita però è estremamente ripida e non solo: è difficoltosa a causa della vegetazione selvaggia che ostacola il cammino ad ogni metro.

E’ così che con l’amico Marco, ad un certo punto, dopo aver seguito per un po una stradina che passa su un fianco di Roccaltia, decidiamo di abbandonarla ed infilarci nel bosco puntando alla vetta.

E’ sicuramente divertente procedere così senza sentiero scegliendo di volta in volta il percorso più agevole dove passare, cosa scavalcare e cosa aggirare, anche se alla fine un po la fatica si fa sentire … ma passa subito.

Arrivati quasi alla vetta c’è un ultimo ostacolo da superare, la sommità infatti fu spianata artificialmente e quindi ci si trova davanti ad un’ultima ascesa di alcuni metri.

Sul piccolo pianoro, si notano i basamenti di mura di epoca medievale, sono le rovine di quella che doveva essere una torre fortificata di vedetta sulle vallate circostanti.

Tutto intorno si notano, sparsi, moltissimi conci che testimoniano il crollo della struttura e frammenti di tegole e mattoni.

Il posto godrebbe di un panorama notevole sulle vallate sottostanti, panorama che però è nascosto dagli alberi, il boschetto che cresce sulla cima se da una parte rende Roccaltia unica e facilmente riconoscibile nel panorama dei Cimini, dell’altra preclude la possibilità di guardarsi intorno.

Tutto qui quindi ? Una bella scarpinata per vedere 4 mura diroccate ?

Si, in un certo senso è così, ma raggiungere e riscoprire posti come questi dove non viene praticamente mai nessuno a noi piace ed è uno dei nostri passatempi preferiti.

In realtà lungo le pendici sono anche segnalati altri tratti di mura più antiche, forse etrusche, ma noi non le abbiamo viste lungo i due percorsi che abbiamo fatto per salire e scedere.

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