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Il Ponte Cahen, sul fiume Paglia, fu commissionato a fine Ottocento dai figli del marchese Edoardo Cahen, Ugo e Teofilo che avevano delle residenze e possedimenti confinanti ma uno in territorio umbro e l’altro in quello laziale.
Nel mezzo, a separarli, il fiume.
Fu deciso, quindi, di costruire un ponte che rendesse più agevoli i collegamenti nella vasta tenuta di famiglia.

Sfortunatamente il ponte venne in parte distrutto dalla piena del fiume Paglia nell’autunno 1937, precisamente nella notte tra il 6 e il 7 ottobre.

Rimase inagibile per 75 anni, finchè venne ripristinato e reso di nuovo funzionale nel 2012 con inaugurazione il 2 settembre.

Ma, incredibilmente, dopo soli 2 mesi fu di nuovo e completamente travolto dalla tristemente famosa alluvione del 12.11.2012 che colpì una vasta area di Lazio e Umbria a cavallo tra la Maremma laziale, la Tuscia e l’Orvietano.

Sfortuna o maledizione di famiglia?

Oltre al ponte, un sinistro destino è capitato anche al citato marchese Edoardo Cahen o, meglio, ai suoi resti.

Il marchese fu sepolto nel 1894 in un mausoleo appositamente costruito presso il Bosco del Sasseto, sotto Torre Alfina, uno splendido angolo della Tuscia dai contorni neo-gotici.
Rimasta però abbandonata a sè stessa la sepoltura del marchese venne profanata, probabilmente più volte, nella seconda metà del ‘900, tanto che per vari anni i resti rimasero visibili sbirciando attraverso il sarcofago scoperchiato.

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