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Lungo il corso di questo torrente furono costruiti ben tre mulini, dei quali due sono rimasti funzionanti fino alla metà del ‘900 anche se convertiti a energia elettrica.

Ad oggi infatti si vede quel che resta degli ambienti, delle macine e dei motori che li azionavano.

Tutto questo l’ho scoperto in un secondo tempo, il motivo per cui sono andato a farci un giro è perché mi sembrava promettente… acqua pulita, natura incontamitata, assenza di bipedi.

E tutto procedeva normalmente quanto ad un certo punto, all’improvviso, ho notato qualcosa che spuntava dalla vegetazione, su di un lato del torrente.

Devo aver stropicciato gli occhi come un bambino, in un misto di sincera sorpresa e parecchio stupore, perché completamente inaspettato, noto che si scorge un….un…?!? Un ponte?
Osservo meglio e si: è proprio un ponticello, dall’aspetto non antichissimo ma sicuramente non recente e completamente abbandonato nel bosco.

Ma perché costruire un ponte qui? Possibile che ci passava una strada? Dove poteva condurre?
Mi sembra molto strano, poco probabile: sono sul fondo di una stretta valle ed il ponte non scavalca il torrente ma un suo piccolissimo affluente.
Ed infatti salendo sopra ad osservare noto che il ponticello è molto stretto, anche se ricoperto di vegetazione si vede che la larghezza è poca: parliamo di poco più di un metro, non era fatto quindi per far transitare carri o animali.

Un ponte pedonale? No, assurdo … è chiaro che mi sfugge qualcosa.
Dopo un po di ragionamenti mi devo arrendere all’evidenza: il ponte era fatto per farci passare l’acqua, una canaletta con l’acqua!!!
Tutto questa opera “solo” per far passare l’acqua?
Si e no… nel senso che i mulini anticamente erano molto importanti e se era necessario costruire lunghe ed impegnative opere di canalizzazione, per farli funzionare, veniva fatto.
Questi canali sono anche detti “gore.

Ma le sorprese non sono finite, ora che ho capito la cosa, in effetti,  – osservando bene – è possibile in alcuni tratti seguire il canale (la gora) che, anche se interrato, spunta quà e la, costeggiando il torrente e piuttosto lungo doveva essere, qualche centinaio di metri perché solo più a monte si incontra l’altro pezzo dell’opera: uno sbarramento!
Il torrente quindi veniva ostacolato da un muraglione che costringeva una parte dell’acqua ad immettersi nella canalizzazione e percorrerla fino al primo dei mulini.

Ora il quadro è completo ed è interessante scoprire tutte queste cose costruite dagli uomini parecchio tempo fa ed ora completamente dimenticate.
Tutte queste osservazioni però non mi hanno distratto dall’ammirare la natura circostante: acqua cristallina che scorre su pietre ora aguzze ora lisce creando giochi d’acqua, cascatelle e pozze di notevole bellezza.

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