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Il tunnel che si apre lungo il corso del fosso Montacchione, a sud di Orvieto, è un grande condotto artificiale della lunghezza approssimativa di 135 metri: è largo ed alto diversi metri e termina affacciandosi a precipizio su di una parete rocciosa verticale.

Il percorso attualmente si presenta invaso da numerosissimi massi, di varie dimensioni, franati dal soffitto e dalle pareti.

Anche se ci sono ipotesi che questo ipogeo possa essere stato inizialmente una miniera, ci sono segnali evidenti che qui l’acqua è scorsa per lungo tempo, si ipotizza quindi che il torrente fosse stato sbarrato e le acque deviate dentro al tunnel per farle quindi fuoriuscire in un punto diverso rispetto al corso naturale (ovvero la cascata del Montacchione).

Con quale scopo non si sa: la distanza tra i due punti non è molta quindi perchè scavare un’opera così impegnativa per spostare una cascata di poco più di un centinaio di metri ?

C’è da dire però che la zona subito sotto la verticale del punto dove il tunnel fuoriesce, è stata sicuramente frequentata, nel boschetto infatti si incontrano muretti e terrazzamenti ed alcune macine ritrovate costituiscono un serio indizio di come può essere stata utilizzata l’acqua.
La zona sottostante la cascata naturale, invece, è impervia ed invasa da enormi massi erratici che non permettono alcun tipo di attività lavorativa.

Dal punto di sbocco del tunnel, si gode di una visuale insolita e privilegiata della rupe di Orvieto e della valle del Paglia.

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